21/10: No gender, ritratti di paure e poteri

locandinaokLessico famigliare, progenitori, figli e discendenze.
di Alessandra Ghimenti

Dio creò Adamo. Da una costola di Adamo plasmò Eva. Adamo ed Eva si unirono. Eva prima partorì Caino. Poi Abele. E poi niente, da lì tutta l’umanità. (Libro della Genesi, Bibbia, Edizioni varie).

A volte basterebbe rileggersi la Bibbia, per disarmare certe derive fondamentaliste cattoliche che si ergono a difesa della “famiglia”, brandendo i testi sacri. Secondo la Bibbia l’umanità discende da due maschi. La stessa Bibbia in cui l’incesto è pratica abituale.

È che la Bibbia è stata scritta da persone con una cultura di qualche millennio fa. Quando “la famiglia naturale” era un terreno in cui succedeva un po’ di tutto.

Il modello di famiglia tradizionale

La tanto blasonata “famiglia” come nucleo affettivo, prima che economico e di potere, nasce con l’avvento della borghesia nella storia, quando larga parte della società esce dalle urgenze di sopravvivenza e comincia a dedicarsi agli affetti, al nucleo ristretto, cui si tramanderà il piccolo patrimonio. (Guida allo studio della storia moderna, Roberto Bizzocchi, Laterza). La famiglia, così come la intendiamo oggi, è un concetto che ha circa 300 anni, che quindi non esisteva né ai tempi di Adamo ed Eva, né al tempo di Cristo.

Il ruolo della donna in famiglia, invece, non è poi cambiato proprio tantissimo nel corso dei secoli: «Se la moglie abbandona il marito quest’uomo può fare una scoperta inimmaginabile, perché questa moglie gli toglie il fatto di essere amato, e quando si sperimenta il fatto di non essere amato allora è l’inferno. Quest’uomo sente una morte dentro, così profonda che il primo moto è quella di ucciderla […] e allora pensa: “Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto?” Allora uccide i bambini. Perché l’inferno esiste. I sociologi non sono cristiani e non conoscono l’antropologia cristiana, il problema è che non possiamo vivere senza essere amati prima dalla nostra famiglia, poi dagli amici a scuola, poi dalla fidanzata e infine da nostra moglie». Così recita Kiko Argüello promotore del secondo Family day, il 20 giugno 2015.

Kiko Argüello è il fondatore, insieme alla moglie, dei Neocatecumenali, ha ricevuto onoreficenze e riconoscimenti sia da Giovanni Paolo II che da Benedetto XVI, ed è stato chiamato a parlare in Vaticano.

I Family day (il primo nel 2007 aveva nel mirino i DiCo hanno l’obbiettivo di contrastare i disegni di legge che volgono alla tutela giuridica delle nuove forme di famiglia. Famiglie già esistenti in Italia, i cui tanto blasonati bambini, ci sono, crescono, studiano, benché nessuna legge li salvaguardi.

I partecipanti al Family day vorrebbero promulgare quale modello unico la cosiddetta “famiglia tradizionale”, modello probabilmente desunto dagli spot del Mulino Bianco: padre, madre, un figlio, una figlia. Fine della famiglia. Genitori separati, vedovi, same sex, non pervenuti.

I partecipanti al family day sentono che l’esistenza stessa di altre casistiche di famiglie non omologate, mette a repentaglio le famiglie omologate.

I partecipanti al family day, in alcune interviste asseriscono che:

– I figli degli omosessuali subiscono abusi. E abuseranno a loro volta
– L’omosessualità è una modificazione genetica voluta dalle case farmaceutiche
– Gli omosessuali non sono persone felici perché non sono loro stessi

I partecipanti al family day insomma sono persone che amano il prossimo loro come loro stessi.

Il secondo Family day, datato 30 gennaio 2016, si focalizza sul contrasto alla legge Cirinnà. Viene snobbato da papa Francesco e non ha l’adesione nemmeno degli scout Agesci. Però vede la partecipazione convinta di Giuseppe Fioroni, deputato PD, già ministro dell’Istruzione nel secondo governo Prodi.

Ma i Family day sono solo una parte del tentacolare movimento che trae origine dai francesi Manif pour tous, e sbarca in Italia, qualche anno fa, con le Sentinelle in Piedi.

foto 1 sentinelleChi sono le Sentinelle in piedi
Le Sentinelle in piedi sono quelle che trovate a volte nelle piazze, in piedi, mute, con un libro in mano, si dispongono in maniera perfettamente geometrica, virtuosismi di simmetria che si vedono solo nei saggi di spinning.
Nella descrizione di sé che offrono sul loro sito si legge: “Ritti silenti e fermi vegliamo […] con la bocca chiusa ma gli occhi aperti”. Non indugio su certi campi semantici cari a Freud.

Il movimento delle sentinelle nasce per contrastare il DDL Scalfarotto con cui si voleva introdurre l’aggravante dell’omofobia e della transfobia nei reati discriminatori. Cioè in buona sostanza vogliono sentirsi liberi di poter discriminare qualcuno sulla base del proprio orientamento sessuale o dell’identità di genere. Se sei lesbica, se sei gay, se sei trans, devi pagare le tasse come tutti gli altri ma lo Stato non ti tutela.

La tolleranza di questa deriva omofoba ha preso talmente piede in Italia che spesso si confonde il diritto di opinione con il diritto di discriminazione.

Aderire ai Family Day significa voler escludere qualcuno dai diritti dei cittadini. Significa sottoscrivere che i cittadini non sono tutti uguali di fronte alla legge. Significa che amare una persona o un’altra mi rende una cittadina di serie B o di serie A. Significa che se non sto a mio agio nel mio corpo, devo chiedere il permesso allo Stato per cambiarlo. Significa costringermi a scegliere fra la sterilizzazione/castrazione o il nome che vorrei darmi.

Nonostante un grande sostenitore delle Sentinelle, Don Livio, speaker carismatico di Radio Maria, abbia augurato morte alla senatrice Cirinnà, le Sentinelle si dipingono come non violente. Loro manifestano pacificamente. Hanno modi cortesi e sussiegosi di manifestare la loro volontà di escludere chi è diverso da loro, il disagio che provano per il solo fatto che esista qualcuno diverso da loro.

Una cosa che mi ha sempre incuriosito, è che di tante manifestazioni che ho fatto solo una volta ho visto i cordoni di polizia: in una veglia delle Sentinelle. Cordonate. E monitorate da gendarmi che allontanavano chiunque volesse esprimere il proprio dissenso anche solo leggendo un libro.

Che cos’è la “Generazione famiglia”

L’evoluzione delle Sentinelle e dei Manif pour tous si chiama Generazione famiglia. Ha un formato più smart, e al suo apice vede tre giovani con la faccia pulita e l’aria da rottamatori. Sono fotografati a braccia conserte ed espressione da lupetto su sfondo con logo. Rigorosamente: i maschi posano su fondo azzurro, la femmina su rosa.
Il cv della ragazza (classe 83), responsabile territoriale, è quello più corposo. Tuttavia lei ci tiene a  specificare che quando è nato il movimento a cui appartiene, era a casa del presidente a fare la babysitter.

Il presidente è più piccolo di lei di un anno. Padre di 3 figli inizia la sua bio giustificandosi perché non ha ancora conseguito la laurea: non ha trovato il tempo per la tesi, dice.

(Cristo alla sua età era già morto e risorto). Dopodiché, fra parentesi, alla parola “sposato” chiarisce “Con una donna”.

Il portavoce glissa sull’età, ma nella sua esigua biografia afferma di studiare ancora. L’unica  altra informazione personale fornita riguarda i suoi genitori: è quarto di sei figli.

Sul sito di Generazione Famiglia c’è anche una sezione di merchandising, libri e abbigliamento per uomo, donna, bambini. Slogan: “vesti la tua famiglia”. I colori disponibili sono rigorosamente rosa e blu. Le felpe costano 25€, le t-shirt 10, i cappellini 7, i libri 3. Che cosa si sta vendendo? Perché?
Navigando nella sezione scuola invece si trova il vademecum per i genitori.

C’è una lettera al parroco per i reclutamenti; c’è un opuscolo in cui si spiega dettagliatamente l’organigramma scolastico con i poteri di tutti i vari strati gerarchici; c’è un invito all’azione in 12 punti, per sorvegliare e intervenire in caso di minaccia “gender” a scuola: controllate il diario, le circolari, il sito della scuola, il cv dei prof, le lezioni; parlate con i vostri figli in modo da non risultare pressanti pur facendovi raccontare tutto nei dettagli.

La caccia al gender

Che cos’è il gender? Chi ha assistito al nostro seminario Foto di gruppo a colori  lo sa già. A tutti e tutte le altre dico solo che il documentario  che ho girato intervistando i bambini è stato incriminato dalle Sentinelle in Piedi di “gender”. Dicono che faccia diventare i bambini psicopatici e induca alla masturbazione. Vi invito a guardarlo, poi sappiatemi ridire.

Il mio è solo l’esempio più banale di una vera e propria caccia alle streghe scatenatisi contro tutto ciò che punti a fornire un’educazione più ampia e inclusiva. Ci sono liste nere di libri all’indice stilate da Forza Nuova che ha aiutato le Sentinelle, e i Manif, indicendo dei roghi dei libri “gender”.
Bizzarra questa collaborazione. Perché sul sito di Generazione famiglia e delle Sentinelle si legge che sono un movimento apartitico, e aconfessionale.

Contro il gender la Regione Lombardia ha stanziato 20.000€ per istituire uno “sportello antigender” a cura dell’AGe a cui si potevano fare eventuali segnalazioni di avvistamenti “gender” a scuola.
Nel 2016 il telefono antigender ha registrato 30 telefonate e 55 mail. La maggior parte dei contatti erano richieste di informazioni sul sostegno, sul calendario scolastico, e su altri dettagli che niente avevano di “gender”.
A giugno 2017 Regione Lombardia ha riconfermato i fondi allo sportello.
(Fonte: Sara Valmaggi, incontro alla Casa delle Donne del 17/3/2017)

foto 2 busIl mistero del Bus della libertà
Contro il gender si è scomodato anche un pullman, il Bus della libertà.

Per finanziare questa operazione è stato fatto un crowfunding su CitizenGo, una piattaforma afferente al bacino Manif pour tous, che raccoglie firme per petizioni, e soldi.

Si chiedevano 15.000€ ne sono stati raccolti 10.494. Di questi 2020€ sono ancora in attesa di conferma. I donatori possono firmarsi e lasciare un commento. La maggior parte dei donatori delle cifre più alte resta anonimo. Il termine ultimo per poter donare era il 30 settembre.

foto 3 tappeL’autobus però era già pronto il 23, data in cui è partito il suo tour, conclusosi il 30 settembre.

Se la raccolta fondi non è ancora terminata, con che soldi è stato finanziato il bus?

E in generale, con quali fondi stanno in piedi questi titanici dispiegamenti di mezzi? Perché Forza Nuova e i movimenti di estrema destra sostengono e si affiancano a Generazione Famiglia, i Provita, le Sentinelle, e i Manif pour tous? Cosa pensa il Vaticano di queste correnti interne ai propri fedeli?

 

 

Su queste domande e a molte altre proveremo a far luce sabato 21 ottobre dalle 10 alle 13, in un incontro organizzato alla Casa insieme a Rete Lenford. Relazioni di Sara Garbagnoli e Yàdad de Guerre. Introduce e coordina Alessandra Ghimenti. Partecipa Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale. Interviene Barbara Mapelli. Non mancate.

Chi sono i relatori Sara Garbagnoli e Yàdad de Guerre.

DEFINITIVO

 


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