un’altra avventura: la Biblio/mediateca

Ma teniamo presente il consiglio che diede un giorno un eminente vittoriano, che era anche un gran camminatore: “Ovunque vediate un cartello che dice ‘Vietato l’ingresso’, entrate immediatamente.”
Allora entriamo immediatamente. La letteratura non è una proprietà privata; la letteratura è un terreno comune. Non è suddivisa in nazioni; non è terreno di guerra. Entriamo liberamente e senza paura, e cerchiamo da soli la nostra strada.
(Virginia Woolf, La torre pendente, in Ore in biblioteca e altri saggi)

 

Biblioteca Babele 5Perché la Casa delle Donne di Milano decide di aprire una sua biblioteca in una città che di biblioteche – anche storiche – ne ha già moltissime? E soprattutto perché proprio una biblioteca in un’epoca in cui sempre più persone leggono su tablets e smartphones? La risposta è pronta: perché la biblio/mediateca della Casa non vuole porsi semplicemente come alternativa alle realtà già esistenti, ma lavorare in rete con esse mettendo al servizio della città la sua specificità di luogo non elitario e aperto a tutte coloro che vivono sul territorio al di là di qualsiasi barriera e differenza culturale ed economica.

La biblio/mediateca sarà infatti non solo un luogo destinato alla lettura, all’informazione e alla trasmissione di memoria riguardo alla storia, ai saperi e alle pratiche delle donne, ma anche spazio per conferenze, presentazioni di libri ed eventi culturali. Non solo: la biblio/mediateca della Casa fa un passo in più e, con la sua particolare attenzione all’aspetto informatico e digitale, s’inserisce nella vasta rete di biblioteche dove poter effettuare ricerche on-line, accedere a banche dati, costruire bibliografie e leggere documenti in formato digitale. Le sei postazioni internet, il Nas (Network Attached Storage) e l’abbonamento triennale a un Cloud permetteranno di avere a disposizione uno spazio condiviso per i documenti, strumenti che saranno oggetto anche di corsi di alfabetizzazione informatica.

donne-e-sapere1Perché tutto questo prenda vita e gli scaffali inizino a riempirsi di libri serve però il vostro aiuto, l’aiuto delle socie e di tutte le donne che vedono nella Casa quella “stanza tutta per noi”; gli armadi colorati già allestiti nello spazio dedicato alla biblio/mediateca aspettano di essere riempiti grazie alle donazioni delle socie, delle autrici, delle Case editrici, delle altre biblioteche con cui stiamo lavorando in sinergia.

Lo spazio a nostra disposizione è però limitato e la raccolta dovrà seguire dei criteri piuttosto rigorosi; chiunque voglia donare è pregata di inviare prima una lista dei testi o scrivere per eventuali chiarimenti a Giuliana Peyronel (giuliana.peyronel@gmail.com) e Maria Rosaria Moccia (mariarosaria.moccia@fastwebnet.it). I testi che cerchiamo sono inerenti a temi quali teoria, pratica e storia dei movimenti femministi dagli anni Sessanta in poi (con particolare interesse per i movimenti più recenti quali il femminismo islamico, il femminismo postcoloniale, lgbtqi ecc.), i saperi e la creatività delle donne che, con i loro scritti e con la loro vita, hanno aperto porte chiuse alle donne entrando liberamente là dove il cartello diceva “vietato l’ingresso”.


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