Francesca Amoni

Guardarmi attorno, osservare, capire, porre domande: mi è sempre piaciuto. Ho iniziato col fare l’insegnante (come per lo più si addiceva a una donna) e poi sono diventata giornalista free-lance.

Dapprima ho insegnato lettere alle “150 ore”, scrivendo insieme al Consiglio di Fabbrica della Bassani Ticino parte del volume “La sindacalizzazione difficile” (Vangelista) e poi ho optato per una scuola media sperimentale. Mi sono iscritta al Master di due anni in giornalismo all’Università Cattolica di Milano. Ho iniziato il mio lavoro di giornalista free-lance. Nel tempo ho collaborato a Il Giorno, Panorama, Marie Claire, D e Venerdì di La Repubblica. Tra le mie inchieste più interessanti: “i matti” in sette ospedali psichiatrici da Trieste a Napoli, le suore di clausura, gli homeless, i gay, i trans, i transgender, i bambini negli orfanotrofi, i ragazzi stranieri che si ricongiungono alle loro famiglie in Italia. Ho svolto anche lavoro di editing, di lettura di inediti e di ufficio stampa per il Cipa (Centro Italiano di Psicologia Analitica).

Come volontaria ho insegnato per quattro anni la lingua italiana ai migranti nell’Ass. Todo Cambia e, dopo un corso di formazione alla Fondazione Fratelli di San Francesco, ho partecipato all’Emergenza freddo per i senza fissa dimora. Ora servo i pasti alla mensa dei frati.

 

 


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