Gruppo Città Bene Comune

Laboratorio di democrazia partecipata dal punto di vista di genere

Oggi più che mai la dimensione locale è forse l’unica da cui ricominciare a immaginare e a costruire un percorso di trasformazione, che vorremmo però rispecchiasse le nostre soggettività di donne. Probabilmente oggi le strategie di cambiamento possono iniziare solo dal territorio, una dimensione che ricomprende e riaggrega in un insieme collettivo le diverse soggettività e le differenze divise e frammentate. Però ci dobbiamo interrogare sui modi concreti di praticare democrazia partecipata e cittadinanza attiva con uno sguardo di genere. Come?
foto 1Ad esempio, ponendo al centro del nostro interesse la qualità della vita in questo territorio possiamo già fare il primo passo nella direzione di un’ottica di genere. Difatti questa scelta apre subito un conflitto cruciale con il modello di sviluppo, o in altri termini con il tipo di economia dominante che è un’economia patriarcale. Uno spazio di discussione come il Laboratorio aperto alla città, uno spazio della presenza, rappresenta già un gesto di cittadinanza attiva: “È nella sfera pubblica che si gioca la possibilità stessa delle esistenze incarnate perché il corpo ha una sua dimensione imprescindibilmente pubblica” (J. Butler, La disfatta del genere, p. 47). Allora sembrano diventare politici tutti i luoghi in cui siamo con altre/i, nell’atto di parlare, decidere, esporci. Si estendono e cambiano gli spazi della politica.

Abbiamo iniziato a esplorare le nuove pratiche di cittadinanza attiva che molte donne stanno di fatto realizzando nella polis. Si mettono in gioco risocializzando il territorio per “uscire dall’isolamento” a partire dalla qualità della vita, creando nuove relazioni di affinità o di vicinato, o praticando scelte di consumo che sono in contrasto con l’ideologia del mercato che invece divide e isola. Abbiamo quindi pensato di partire da esperienze concrete, sottoponendo un piccolo questionario ad alcune donne che fanno parte di un Gruppo di acquisto solidale (GasDem). Le loro risposte ci hanno fatto capire che dietro a questa scelta di consumo c’è senza dubbio l’interesse per la qualità del cibo, ma anche un senso di responsabilità rispetto all’ambiente e al territorio, il desiderio di avere voce in capitolo nelle scelte, oltre a un atteggiamento critico verso l’industria agroalimentare, la grande distribuzione e il modello di economia imperante. C’è insomma una sensibilità civica, ecologica ed etica molto sviluppata.

foto 2Nel frattempo si sono aperti nuovi contatti con gruppi che nel territorio milanese stanno cominciando a organizzare iniziative di risocializzazione e di riappropriazione della città, secondo nuovi modelli di vita e di economia (vedi Social Street ). In questo senso si rivela fondamentale la conoscenza del territorio costruito in cui viviamo, ovvero della città fisica (o metropoli ?), dal punto di vista di genere. Questo implica anche una certa comprensione dei valori, dei meccanismi, delle regole espliciti e/o sottesi secondo cui si è edificata la città senza le donne (non considerate come cittadine e assenti come progettiste). Città manufatto lapideo con cui dobbiamo rapportarci tuttora anche per poterla modificare secondo le nuove esigenze.  I cosiddetti “percorsi di genere” possono essere una delle modalità per avanzare in questa conoscenza, forse quella più idonea a suscitare sentimenti di appropriazione e identificazione urbane. Sarebbe importante anche praticare un “monitoraggio” – per quanto possibile – sui cambiamenti e le nuove proposte dell’abitare e dell’utilizzo del territorio, tra cui possono considerarsi anche apporti critico-informativi sulla nuova struttura dei vincoli e delle norme. Insieme, attraverso strumenti accessibili come l’inchiesta e l’autonarrazione, possiamo cercare i punti e le questioni concrete su cui lavorare per un cambiamento della qualità della vita urbana.

L’incontro con le amiche di GasDem ci ha convinto del fatto che sarebbe molto significativo proseguire  la ricerca e l’approfondimento di questo tipo di pratiche, sia allargando il discorso dei Gas, sia esplorando nuove esperienze urbane che vanno nascendo e che a quanto sembra vedono attive in particolar modo le donne. Si tratta spesso della ricerca di modalità che aiutino a uscire dal guscio e a socializzare, è una partecipazione “di primo livello”. Anche per le Social street c’è il problema di aumentare il livello di partecipazione e di riuscire a incidere sulle politiche cittadine. Occorre monitorare quel che succede, il nostro gruppo può funzionare come piccolo osservatorio privilegiato sui cambiamenti. Decidiamo i principali punti di osservazione del gruppo:

1. Gruppi di acquisto solidale

2. Mobilità di genere

3. Social street

4. Percorsi di genere

Abbiamo iniziato a riflettere sul tema “Mobilità di genere”. Nadia e Vittoria preparano insieme una bozza di Questionario sulla mobilità di genere, a partire dalla Carta europea che è in gestazione (sulla traccia elaborata da Patrizia Malgieri). Dalla bozza passiamo a un questionario molto articolato e dettagliato. Per diverse riunioni ne discutiamo e lo perfezioniamo. Infine decidiamo di sottoporlo alle socie della Casa, e Emanuela riesce a trovare un programma che permette di compilarlo on line. Il risultato supera le nostre aspettative: quasi 400 risposte!  Al più presto restituiremo i risultati alle socie e alla città.

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3 Responses to Gruppo Città Bene Comune

  1. emanuela dentis scrive:

    grazie Antonella per il suggerimento! noi abbiamo usato google docs che si trova in rete è gratis e molto intuitivo. abbiamo avuto un po’ di problemi nella raccolta ed elaborazione dei dati che deve essere gestita con altri programmi. comunque a breve riusciremo a condividere i risultati con tutte le socie della casa

  2. antonellacostanzo scrive:

    L’indirizzo è: https://it.surveymonkey.com/

  3. antonellacostanzo scrive:

    Il questionario sulla mobilità sostenibile è l’iniziativa più originale: coinvolge le donne nelle attività quotidiane, in quelle professionali, in quelle familiari.
    Se può essere utile per altre ricerche, Survey Monkey offre la possibilità di compilare questionari, utilizzando una traccia oppure scegliendo un template.
    ciao, antonella

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