Una serata a teatro tra donne della Casa

DSC_0369Cronaca di una serata a teatro tra donne della Casa

IO. CAMILLE

Milano, sera. Io e Stefania ci diamo appuntamento alle 20.45 fuori dal Filodrammatici. Metropolitana bloccata, ore 20.55. Ecco, sono in ritardo. Sempre di corsa. C’è sempre un prima e c’è sempre un dopo, giornate infinite. Insomma, roba da donne. Sorrido e finalmente, treno sbloccato, in un baleno sono a teatro. Stefania, uscita da una riunione alla Casa è arrivata prima, ha preso i biglietti. Dopo avermi aspettata è entrata. Io arrivo. Spettacolo cominciato da tre minuti. Quello che vedo mi piace moltissimo. Scenografia spartana. Luci puntate su una donna seduta. Camille la scultrice, ricordata prima come l’amante di Rodin, poi come l’artista. E’ nel suo atelier, prima che un luogo fisico, uno spazio della mente. Tra i sui ricordi, l’isolamento profondo, la maldicenza dei pettegoli, la pazzia , ma lei sempre indomabile. Un lavoro attoriale che mi è piaciuto molto, quello dell’attrice Silvia Lorenzo. Una regia pulita ed essenziale e una drammaturgia che rende molto bene il dramma di questa donna nel suo tempo. Lo spettacolo è finito. Io e Stefania andiamo a mangiare una pizza insieme e a raccontarci un po’ la vita tra risate leggere e comprensione femminile. La Casa delle Donne è anche questo. Piacevolezza e solidarietà.

Stefania che non conosce bene ancora tutti i luoghi strategici di Milano ma si avvia curiosa alla scoperta del filodrammatici, con Ornella che arriverà appena in tempo per ammaliarsi con la voce e il corpo di Silvia Lorenzo,un’attrice incredibile.

Mi è piaciuto molto l’uso della voce che accarezzava ricordi e prendeva a schiaffi i fantasmi di una mente caotica, eccentrica solo con se stessa e mai troppo ascoltata. L’utilizzo incantevole di un corpo che, mosso dal diaframma gonfio di amarezza e solitudine, è riuscito a far immaginare al pubblico la scultura che prende vita. E che in fondo resterà,come tutte le opere d’arte, nonostante i successivi 30 anni di isolamento che porteranno Camille alla morte.
Io Camille non la conoscevo e sono stata molto felice di averla “scoperta” insieme ad Ornella.
Un serata di emozioni, piacevole condivisione al femminile a tutto tondo. Da consigliare assolutamente.

Per il gruppo Eventi
Ornella Bonventre e Stefania Frau.


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