di Giovanna Majno.
Il 6 marzo 2025 alle 20:40 approfondiremo il tema “Donne e mafia” in dialogo con Alessandra Ziniti, autrice di Libera. Storia di Anna (FUORISCENA, 2025), Nando Dalla Chiesa, professore di Sociologia, Francesca Manca magistrata.
Quella di Anna, giovane donna calabrese, è una storia attuale, che arriva ai nostri giorni. Una storia che coinvolge molte donne, alcune che con la mafia colludono, altre che accettano la sua presenza cercando di costruire per sé e per i figli una vita il più possibile normale, altre ancora che rifiutano e cercano con coraggio alternative difficili e tutte da costruire.
Anna è nata in un paese della Calabria. Il padre è un boss, padre-padrone che si arroga il diritto di interferire brutalmente nella vita della moglie e dei figli. La madre è succube del marito, è incapace di reagire alla prepotenza, manipola i figli. Anna cerca di costruire con il marito Nino una strada diversa, un mestiere pulito. Ma Nino non riesce — forse non vuole – uscire dalle logiche del clan famigliare, lo uccidono, è “lupara bianca”, il corpo non si trova. Anna non si arrende, vuole sapere la verità, chiede, interroga. Ha ventisette anni quando capisce di essere sola, senza vie di uscita, il silenzio e la sottomissione come unica prospettiva.
Poi un incontro con don Ciotti di Libera, l’associazione contro le mafie, dà a Anna la possibilità e l’appoggio per fuggire con le due bambine per crearsi una nuova vita. Saranno tredici anni di fughe — quattro diverse case, cambiamenti di scuola delle bambine, continua attenzione a non svelarsi perché la “famiglia” calabrese la cerca per strapparle le figlie e farle pagare la fuga.
Purtroppo Anna non è una pentita, non è una confidente, non ha segreti da svelare né informazioni da dare, è solo una donna che vuole libertà e dignità. Le leggi dello Stato italiano non le danno alcuna protezione. Sarebbe assolutamente necessario cambiare il cognome che rende lei e le sue bambine facilmente rintracciabili. Questo non è possibile e ogni volta è necessario trovare soluzioni fragili e provvisorie.
Le donne che creano uno strappo nel tessuto della cultura mafiosa
Nel libro don Luigi Ciotti parla del fondamentale ruolo di queste donne che spezzano la sottomissione alla cultura patriarcale e al modello familista tradizionale in cui sono vissute e che tenacemente vogliono immaginare e realizzare per i loro figli un futuro diverso.
Sarebbe importante sostenere la scelta di libertà di queste donne. Nel 2017 è stato firmato il Protocollo interministeriale che ha dato avvio al progetto “Liberi di scegliere” per realizzare una rete di supporto a donne e minori che vogliono allontanarsi dal contesto criminale in cui vivono. Ma è ancora necessaria una legge che dia sicurezza, risorse, cambio anagrafico, vigile e attenta vicinanza umana a chi percorre questa difficile strada di contrasto alla cultura mafiosa.
*L’immagine in copertina è pubblicata per gentile concessione di Alessandra Ziniti.